SEO locale
Google Business Profile per logopedisti, psicologi e TNPEE: setup completo 2026
La scheda Google è il primo punto di contatto con le famiglie che ti cercano in zona. Tutti gli step per configurarla bene, evitare errori e farsi trovare nel local pack.
Perché conta più di un sito (in molti casi)
Quando un genitore cerca "logopedista vicino a me" su Google, la prima cosa che vede non è un sito. È la mappa con tre studi evidenziati e i punteggi delle recensioni. Il cosiddetto "local pack".
Se sei in quella mappa, sei nel gioco. Se non ci sei, esisti dopo cinque o sei risultati di scorrimento — cioè per metà delle persone non esisti affatto.
Il Google Business Profile (ex Google My Business) è lo strumento che decide se compari nella mappa. È gratuito, lo crei tu, e ben configurato vale più di mesi di SEO sul sito.
Step 1 — Categoria principale: scegliere bene
La categoria principale è il singolo fattore che pesa di più sul posizionamento locale.
Google ne mette a disposizione molte. Per i professionisti dell'età evolutiva quelle pertinenti sono di solito:
- Logopedista (chiamata anche "Speech therapist")
- Psicologo o Psicologo infantile
- Centro di salute mentale per bambini
- Neuropsichiatra
Scegliere "Studio medico" o "Studio professionale" è quasi sempre un errore: troppo generico, ti fa concorrere con tutti i medici della città.
Le categorie secondarie possono essere aggiunte ma pesano molto meno. Il vero peso è sulla principale.
Step 2 — Nome attività: niente keyword stuffing
Il nome dell'attività su Google deve essere il nome reale dello studio o del professionista. Niente "Dott.ssa Maria Rossi — Logopedista Roma Migliore DSA Balbuzie".
Google penalizza il keyword stuffing nel nome e può sospendere il profilo. Inoltre i concorrenti possono segnalare il profilo come scorretto.
Versioni ammesse: "Dott.ssa Maria Rossi — Logopedista", oppure "Studio Logos — Logopedia e DSA". Il professionalismo paga.
Step 3 — Indirizzo, orari, area servita
Se ricevi pazienti in un indirizzo fisico: usa quell'indirizzo, esatto, e fai verificare il profilo via cartolina (è ancora il metodo standard) o telefono.
Se lavori online o ricevi solo a domicilio: imposta il profilo come "service-area business", nascondi l'indirizzo e dichiara l'area servita (province, comuni). Avere un indirizzo fittizio è un rischio: Google sospende il profilo se rileva incongruenze.
Gli orari devono essere realistici e aggiornati. Se cambi orario per le vacanze, aggiorna il profilo. Le persone si fidano molto più di un profilo che dichiara "chiuso oggi" che di uno con orari fissi che poi non corrispondono.
Step 4 — Foto: la differenza visibile
Profili con foto reali ricevono in media il 35% di click in più (dati Google Business Profile Help). Le foto da inserire:
- Logo (quadrato, 720x720 px minimo)
- Copertina (foto orizzontale dell'esterno o dell'interno dello studio, no stock photo)
- Foto dello studio: sala d'attesa, stanza di lavoro, accessibilità
- Foto del professionista (sorriso, camice o abbigliamento professionale, sfondo neutro)
Evita le foto-stock: i pazienti le riconoscono e ti penalizzano la fiducia. Una foto fatta con uno smartphone recente, con luce naturale, vale dieci immagini comprate da Shutterstock.
Step 5 — Servizi: dettagliare bene
Google permette di elencare i servizi offerti. Non saltare questa sezione.
Per un logopedista: "Valutazione del linguaggio", "Trattamento dei disturbi fonologici", "Riabilitazione della deglutizione", "Trattamento dei DSA", "Valutazione miofunzionale". Ogni servizio ha titolo, descrizione di 200-300 caratteri, eventualmente prezzo indicativo.
Questi titoli aiutano Google a posizionarti su ricerche specifiche, non solo sulla parola "logopedista". Una mamma che cerca "valutazione miofunzionale Roma" trova chi l'ha esplicitato.
Step 6 — Recensioni: la moneta della reputazione locale
Le recensioni sono il secondo fattore di ranking locale dopo la categoria (lo confermano studi indipendenti come la BrightLocal Local Consumer Review Survey). E sono il primo fattore di fiducia per chi prenota.
Numero. Punta a un minimo di 20-30 recensioni stabili. Sotto le 10 sembra un profilo nuovo.
Frequenza. Recensioni distribuite nel tempo valgono molto più di 30 recensioni nello stesso mese (che fanno scattare alert antimanipolazione).
Risposta. Rispondi a tutte. Anche a quelle a 5 stelle. Anche e soprattutto a quelle critiche, mantenendo riservatezza clinica.
Deontologia. Per psicologi e medici, il codice deontologico vieta di sollecitare attivamente recensioni. Si può però predisporre un sistema in cui il paziente, conclusa la presa in carico, riceve una mail con il link al profilo Google e decide autonomamente se lasciare una valutazione. Soluzione conforme e funzionale.
Step 7 — Post settimanali
Google permette di pubblicare brevi post sul profilo, come una sorta di micro-blog. La maggior parte dei professionisti non li usa: è un vantaggio enorme per chi li usa.
Un post settimanale, anche breve (200 caratteri + immagine), segnala a Google che il profilo è attivo. Argomenti tipici: una mini-info clinica ("Cos'è la balbuzie evolutiva"), un aggiornamento di studio ("Da settembre nuovi spazi"), un evento.
Errori che ho visto fare più spesso
Tenere un profilo con telefono e indirizzo vecchi dopo un trasloco — i potenziali pazienti chiamano un numero che non risponde.
Non rivendicare il profilo creato da Google in automatico (succede spesso): vuol dire che il tuo studio è online ma tu non lo controlli.
Cancellare il profilo quando si cambia indirizzo invece di modificarlo: si perde la storia delle recensioni e si riparte da zero.
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